Verso il 9 ottobre- Intervista a Luigi Sbarra

Lunedì, 04 ottobre 2010
luigi-sbarra

Intervenuto alla assemblea dei quadri e dei delegati della Cisl di Verona, il segretario Confederale della Cisl Luigi Sbarra, ci ha rilasciato questa intervista.
Il Governo ha avuto la fiducia alla Camera, una fiducia tra virgolette, si parla di possibili elezioni a marzo. Gli obiettivi della manifestazione del 9 richiederebbero però un interlocutore politico solido, capace di scelte importanti.

Il quadro politico manifesta condizioni di instabilità che si riflettono negativamente sulla governabilità del paese. Siamo estremamente preoccupati. Pensiamo che il paese per le sfide che ha davanti dovrebbe avere un sistema politico in grado di accompagnarlo nella fase post crisi con interventi concreti sui temi che riguardano la crescita, lo sviluppo, le riforme, a cominciare da quella fiscale. Ma anche per aiutare un processo di ricomposizione della società italiana alle prese con distorsioni e fratture: pensiamo alle vicende sociali, ai temi della cittadinanza, ai divari e agli squilibri tra nord e sud del paese, al stacco che c'è tra lavoro pubblico e lavoro privato. Ecco perché pensiamo bisogna fare appello ad una comune responsabilità per affrontare insieme questo percorso.

Questo invito a una comune responsabilità non rischia di essere una semplice perorazione che non trova un concreto riscontro?

Il 4 di ottobre ci incontriamo a Roma insieme alle altri Parti Sociali avviare una fase, molto intensa, di confronto per un Patto Sociale.

Quindi, un'altra volta, l'ennesima, le Parti Sociali sono chiamate a surrogare quello che dovrebbe fare la politica o il Governo?

Rispettiamo le autonomie. Però questa è una fase molto delicata che richiede soprattutto alle rappresentanze sociali un'azione, tra virgolette, di supplenza delle negatività, delle criticità di un sistema politico che in questi mesi parla di cose inutili, parla a sé stesso e non riesce a prestare la sua iniziativa ai problemi veri dei lavoratori e dei pensionati.

A questo tavolo sembra partecipi anche la CGIL. La sua partecipazione costruttiva sarebbe un fatto positivo?

La CGIL è una grande organizzazione sindacale che via via, nel corso di questi ultimi anni, per scelte sbagliate si è, in un certo senso, auto isolata. Io non credo che il Governo ci abbia messo del suo per dividerci. Ad esempio la vicenda della riforma contrattuale: è stata una scelta di autonomia tra le parti sociali e la CGIL si è chiamata fuori.
Diventa poi un'assurda contraddizione che la Cgil, nel mentre non firma la riforma quadro della contrattazione, poi, con le proprie federazioni di categoria, firmi tutti i contratti rinnovati sulla base delle nuove regole.
Comunque se la CGIL viene al tavolo e ci viene con una predisposizione positiva, di lavorare per costruire, allontanandosi quindi dalla condizione di antagonismo, di conflittualità, di rinuncia ad assumersi le responsabilità, io penso che questo sia un valore aggiunto.
In ogni caso CISL e UIL, già a cominciare dall'iniziativa del 9 di ottobre andranno avanti ponendo con forza le opzioni strategiche di politica sociale necessarie al paese.

Ieri la manifestazione della Ces (a cui ha aderito e partecipato anche la CISL) a Bruxelles: no all'austerità, priorità al lavoro e alla crescita. Nelle stesse ore l'UE chiede una forte riduzione del debito pubblico e quindi tagli alla spesa pubblica. Come si concilia l'Europa che dice di ridurre il debito pubblico con la necessità di avere risorse per la crescita?

La necessità del risanamento finanziario dei conti pubblici è un'esigenza da tutti riconosciuta. Bisogna fare però attenzione che l'eccessivo rigore finanziario, un'eccessiva austerità, rischino di compromettere le prospettive di crescita e di sviluppo dell'Unione e dei singoli paesi. Ecco perché pensiamo che l'UE dovrebbe accompagnare questo processo con una prospettiva nuova: quella di un'Europa che non si limita a registrare ciò che avviene nei singoli stati ma che si interroga, per esempio, sulla necessità di avere un governo politico più forte, che incida sulle scelte e che eviti che l'Unione sia nelle mani di speculatori, di burocrati , di un mercato e di una finanza che compromettono le prospettive di crescita.
Questo governo politico dell'UE è un obiettivo del sindacato. Ieri abbiamo lanciato questa idea: che tutti i sindacati in Europa esercitino una forte pressione sui singoli governi per avere finalmente un governo politico in Europa.
Serve rigore finanziario, ma anche liberare risorse per agevolare la crescita e lo sviluppo, quindi risorse per la politica industriale, le infrastrutture, sil sostegno alle imprese affinché diventino sempre più competitive.
Questo è il tema che noi poniamo nell'agenda delle cose da fare in Europa.
Luigi Sbarra è calabrese, originario di un paesino della Locride, Pazzano: 700 abitanti, un tempo ricco di miniere di ferro. Il suo interesse verso i problemi sociali e del lavoro della sua terra lo portano prima verso l'impegno politico e poi nella Fisba. Nel 1988 è a fianco di Angiolina Montagna,"mamma coraggio" fino alla liberazione del figlio, Cesare Casella, sequestrato dalla 'ndrangheta, e liberato dopo due anni grazie alle battaglie civili condotte nella Locride. Nella Cisl dove assume diversi incarichi dirigenti fino a quello di segretario generale della Cisl calabrese. Nel 2009 diventa componente della Segreteria Confederale della Cisl : il primo calabrese a insediarsi in Via Po.

manifestazione 9 ottobre 2010