Veneto. Elezioni UE: boom del PD, malissimo (o poco bene) tutti gli altri

Martedì, 27 maggio 2014

L’Istituto Cattaneo propone in un documento di poche pagine (che pubblichiamo in coda all’articolo) una analisi comparata del voto di domenica scorsa con quello delle ultime sfide elettorali. Il confronto viene sviluppato sulla quantità dei voti ricevuti. Dei principali competitori politici vengono considerati i risultati nazionali, di macro-area, regionali e provinciali. Per il Veneto le diverse elaborazioni portato tutte ad due conclusioni. La prima: il Partito Democratico ha fatto il boom, la seconda: per le altre formazioni le cose sono andate male o malissimo.

Cominciamo dal partito del premier Renzi. Il Cattaneo presenta una tabella in cui vengono indicate le 15 province d’Italia in cui questo partito ha guadagnato maggiori consensi rispetto al 2013 (Politiche) e al 2009 (Europee) dove ben 3 sono quelle venete: Vicenza (la prima in assoluto con un +61,3% rispetto al 2013 e oltre il 90% sulle precedenti europee. Effetto Moretti? In tutti i casi ampia conferma delle previsioni del presidente Sbalchiero), Verona (terzo posto) e Treviso (decimo posto). Sempre nel gruppetto delle 15 che hanno super premiato Renzi ci sono anche Pordenone ed Udine. Sulla dimensione regionale (considerando quelle maggiori) il Veneto ha la maggiore variazione %ale in positivo per il PD (+ 43,2) rispetto alle Politiche dello scorso anno, e si piazza al secondo posto (dopo la Lombardia) nel confronto con le ultime Europee (+ 64).

Guardano agli altri partiti il tracollo è pesantissimo: -38,6 % sull’anno scorso pari a 300mila voti in meno. Sempre considerando le grandi regioni peggio di così solo in Sicilia (-44,4) e in Toscana (- 40,6).

Forza Italia e Nuovo Centro Destra vengono analizzati come una unica formazione che viene penalizzata dagli elettori veneti nella media nazionale: - 26,5% sul 2013 e – 54,7 (equivalente a oltre mezzo milione di voti in meno) sul 2009. La Lega Nord ottiene un risultato opposto: perde 400mila voti sulle precedenti elezioni europee (- 52,5 %, peggio di così solo in Emilia Romagna e Marche) ma rimedia 54.000 voti in più sulle Politiche 2013 (+ 17,5 %, dopo la Lombardia l’unica regione in cui perde voti anche in questo caso, il peggior risultato). Bifocale anche il risultato per la Lista Tsipras (leggi SEL e PRC) che nella breve distanza guadagna 12mila voti (+24,1%) ma nella lunga (Europee 2009) nel perde oltre 40mila (-38,1%).

Le scosse elettorali provocate dai veneti sono state dunque di forte magnitudine per tutti i principali partiti, per uno solo con effetti positivi.