Roma: Santini è Segretario generale aggiunto

Giovedì, 16 dicembre 2010
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Il Consiglio Generale della Cisl ha eletto oggi Giorgio Santini alla carica di Segretario generale aggiunto. Santini, nato a Marostica, dipendente della multinazionale ABB-SACE S.p.A. nello stabilimento della stessa città, ha intrapreso il suo impegno sindacale nella Fim Cisl di Vicenza ed è dirigente sindacale dal 1977. Si è laureato in Scienze Politiche come lavoratore studente. Oltre che nella federazione dei metalmeccanici ha ricoperto anche incarichi di Segretario generale della Cisl di Vicenza (eletto nel 1991) e del Veneto (eletto nel 1994). Ama le maratone.

Quella del Segretario Generale Aggiunto è stata una funzione in Cisl che nasce nel 1951 (Pastore segretario generale, Morelli aggiunto) e prosegue in via continuativa fino al 2000, poi c'è e non c'è. Nel corso degli anni ha cambiato di significato. Aggiorniamolo, questo significato, alla tua nomina.
Nella storia della Cisl il Segretario Generale Aggiunto ha avuto la funzione di rappresentare la diversità di pensiero e di linea presente nell'organizzazione.
In questo caso non è così, perché da alcuni anni, in particolare con la segreteria generale di Raffaele Bonanni, la Cisl ha ristabilito una unità interna forte, convinta e condivisa. Questo incarico assume oggi quindi un significato diverso dal passato e ritengo sia il riconoscimento che il lavoro svolto in questi anni sia particolarmente utile anche nel futuro per rafforzare il progetto Cisl in vista delle sfide sempre più impegnative sul piano contrattuale e sociale.
Il prossimo 16 dicembre compi 12 anni di incarico nella segretaria confederale e quindi hai avuto modo di conoscere bene "le Cisl" d'Italia. Quali sono, se ce ne sono, le specificità della esperienza della Cisl veneta rispetto a quelle delle altre aree del Paese?

Dall'esperienza veneta ho acquisito e portato con me l'idea che la Cisl deve sempre assumersi in prima persona la propria responsabilità e svolgere un ruolo trainante nei confronti di tutto il sindacalismo confederale, in particolare per aprire nuove strade nella contrattazione decentrata, nella bilateralità, in riferimento soprattutto all'area delle piccole e medie imprese ma anche nel lavoro pubblico e nel terziario.
Ho potuto constatare in questi anni che questo tratto distintivo ha preso piede in tutto il Paese proprio per l'azione convinta e tenace della Cisl, misurandosi con le tante difficoltà e specificità che ogni contesto territoriale racchiude al proprio interno, si pensi ad esempio al Sud, dove è infinitamente più complesso fare sindacato ma dove la Cisl è saldamente in prima fila per costruire sviluppo, lavoro, tutela sociale.

L'attualità politico- sindacale sembra dettata da due infiniti referendum: pro e contro Berlusconi, pro e contro Marchionne.

I fatti di questi giorni confermano che, ormai da anni, la politica è entrata in una fase patologica, da cui peraltro non sarà facile uscire. La Cisl al contrario ritiene che il Paese avrebbe bisogno di buona politica che rappresentasse un riferimento stabile e qualitativo per recuperare terreno su molti profili. Al di là di Berlusconi, la Cisl continuerà a confrontarsi in autonomia con il governo e continuerà a chiedere alla politica di cambiare i propri standard adeguandosi in maniera più diretta alle esigenze del Paese della necessità di far ripartire lavoro e sviluppo, di qualificare il bilancio pubblico salvaguardando i diritti sociali istruzione, sanità, previdenza e assistenza ,di attuare rapidamente una riforma fiscale che riduca le tasse ai lavoratori, ai pensionati, alle famiglie e combatta con rigore l'evasione fiscale e ogni forma di rendita a partire da quelle finanziarie.
La vicenda Fiat rappresenta una delle sfide più importanti per il presente e per il futuro e riguarda la necessità vitale di riuscire a far si che in Italia si torni ad investire nei settori industriali e nei servizi come presupposto imprescindibile per le prospettive dell'occupazione. Gli accordi a Pomigliano e Mirafiori vanno in questa direzione e la Cisl assieme alla Fim farà in modo che si facciano rapidamente rispettando diritti contrattuali e sociali dei lavoratori, senza aver paura di innovazioni anche sul piano contrattuale che siano coerenti con la recente riforma della contrattazione e con relazioni contrattuali tra sindacati e organizzazioni datoriali ben regolate e condivise.

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