Il fisco non ama i disoccupati

Mercoledì, 07 aprile 2010
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La scadenza della Dichiarazione dei redditi 2010 ripropone il vecchio problema dei lavoratori disoccupati che cioè, non hanno quel sostituto d'imposta che fa da intermediario tra le loro tasche e l'erario.
"In particolare- spiega il coordinatore del Caf Cisl del Veneto, Graziano De Munari- nel caso della Dichiarazione dei redditi con il Modello 730 è il sostituto che provvede a conguagliare l'eventuale debito o credito del contribuente con il fisco. In effetti- prosegue De Munari - la più grande rivoluzione nei rapporti cittadino-fisco introdotta con il 730 nel 1992 (creatura dell'allora segretario generale del Ministero delle Finanze, Giorgio Benvenuto, ndr) è stata la possibilità per i contribuenti in credito con l'Erario (il cui numero, con l'aumento progressivo del ventaglio delle spese detraibili e deducibili, è lievitato fino ad oltre l'80% dei casi) di recuperare nel giro qualche mese quanto loro spettante mediante la riduzione dell'Irpef pagata nelle mensilità successive alla consegna del 730 e quindi di un maggior importo netto disponibile".
Il numero dei "senza sostituto" a seguito della crisi, è notevolmente cresciuto, anche perché la possibilità di far fare all'Inps il sostituto d'imposta, pure prevista dalla legge, vale solo per alcuni ed è molto complessa e raramente va a buon fine.
Secondo alcune stime, elaborate sui dati di Veneto Lavoro e Inps dall'Ufficio Studi della Cisl del Veneto, in questi mesi i lavoratori occupati nel 2009 ed oggi disoccupati e quindi ascrivibili alla categoria dei "senza sostituto" d'imposta, potrebbero essere nella nostra regione più di 70.000, una cifra mai vista.
Per loro, già alle prese con problemi economici vista la mancanza dello stipendio mensile, che oltretutto non sempre è sostituito dalla più modesta indennità di disoccupazione o di mobilità, il diritto al rimborso delle eventuali maggiori tasse pagate lo scorso anno è demandato ai tempi lunghi della procedura prevista dal Modello Unico.
Il problema degli orfani di sostituto si è presentato anche negli anni scorsi in occasione del pagamento del bonus incapienti 2006 (governo Prodi) e del bonus famiglia 2007 e 2008 (governo Berlusconi). In entrambi i casi infatti i bonus sono stati pagati sempre con il meccanismo del conguaglio sulla retribuzione mensile o sull'importo di pensione. Del loro pagamento diretto, come previsto per gli aventi diritto senza sostituto, pur essendo stato annunciato come imminente a fine 2009 dalla Agenzia delle Entrate, non vi è però alcuna traccia.
La stessa problematica coinvolge anche i lavoratori domestici, "geneticamente" senza sostituto d'imposta.

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