Bocciato il ricorso al “Bonus Poletti”. Niente arretrati per 470mila pensionati veneti

Giovedì, 26 ottobre 2017

Ben 15 i ricorsi presentati contro il “Bonus Poletti”, l’intervento del Governo Renzi in risposta alla sentenza di illegittimità dichiarata dalla Consulta del Decreto Salva Italia del 2011 con il quale si bloccava la rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps (1.405 euro nel 2012 e 1.443 nel 2013). Il “Bonus Poletti” prevedeva un rimborso parziale e non per tutti: del 40% per le pensioni superiori a 3/ 4 volte il minimo Inps, a scalare del 20% per quelle di 4 o 5 volte superiori e del 10% per quelle superiori di 5 / 6 volte, nulla per le pensioni lorde con un assegno più alto. Ieri 25 ottobre la Consulta ha respinto i ricorsi ritenendo che «diversamente dalle disposizioni del “Salva Italia” annullate nel 2015, la nuova e temporanea disciplina realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica». La platea dei 470mila pensionati veneti interessati dalla vicenda hanno visto quindi disattesa l’aspettativa di ricevere gli arretrati; «ancora una volta si mantengono i conti pubblici facendo cassa sui pensionati – sottolinea Luigi Bombieri Fnp Cisl Veneto - questa sentenza è un brutto presagio per il proseguimento della trattativa che a livello nazionale i nostri rappresentanti stanno conducendo, già con molte difficoltà, con il Governo per una riforma delle pensioni all’insegna dell’equità. Ed equità non significa continuare a togliere a chi ha già dato tanto. Sbaglia chi pensa che i pensionati siano disposti a sopportare oltre».