Assegno per le famiglie numerose anche agli immigrati extra UE

Martedì, 03 settembre 2013

Governo e Parlamento hanno rimediato ad una delle più macroscopiche discriminazioni del welfare nazionale: l’esclusione dei genitori immigrati da Paesi extra UE dal beneficio dell’assegno per la famiglie numerose introdotto per legge nel 1998.

A questa decisione si è arrivati dopo che l’Unione Europea ha aperto lo scorso mese di febbraio una procedura di infrazione alle norme del diritto comunitario mentre non erano bastate le numerose sentenze della magistratura che avevano contestato e dichiarato illegittime le norme che limitano i beneficiari dell’assegno ai soli genitori italiani o comunitari.

La regolarizzazione (dello Stato) è avvenuta con l’approvazione della legge comunitaria 97/2013 (art.13) che entrerà in vigore nei prossimi giorni.  

L’assegno per le famiglie numerose (che integra e non sostituisce i normali assegni al nucleo familiare) viene concesso dai Comuni (ma pagato dall’Inps) alle famiglie che hanno almeno 3 figli minori (nel caso degli immigrati devono risiedere in Italia). Il genitore richiedente deve essere però in possesso del permesso di soggiorno CE di lungo periodo.

L’assegno è pari a 135,43 al mese (1.758,77 euro all’anno) e viene erogato entro ben precisi limiti di reddito ISE. La domanda va presentata al Comune di residenza entro il 31 dicembre.

L’Unione Europea rimane dunque sempre un grande riferimento per i diritti dei migranti e contro ogni discriminazione.