Arriva bonus 80 euro. In tasca a chi ?

Martedì, 29 aprile 2014

Con la pubblicazione sulla G.U. 24.4.2014, n. 95 è entrato in vigore il Decreto legge n. 66/2014, c.d. “Decreto Irpef”, nell’ambito del quale, oltre ad una serie di disposizioni concernenti la riduzione della spesa pubblica, è contenuta la disposizione di riduzione del cuneo fiscale. L’Agenzia Entrate si è affrettata ha fornire le relative indicazioni operative con una circolare pubblicata ieri, 28 aprile. Al centro del provvedimento il bonus di 80 euro al mese per l’anno 2014. In pratica un credito che il contribuente fa valere sull’Irpef dovuta e che viene riconosciuto automaticamente da parte dei sostituti d'imposta (i datori di lavoro) senza che il beneficiario debba presentare alcuna richiesta esplicita. L’agevolazione è prevista al fine di ridurre la pressione fiscale e contributiva sul lavoro e nella prospettiva di una riduzione definitiva del cuneo fiscale con la Finanziaria 2015. Chi beneficia del bonus? Chi ha un reddito di lavoro dipendente (sono esclusi i redditi di pensione) compresi i compensi dei lavoratori soci di cooperative, le somme corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale; i redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, le remunerazioni dei sacerdoti, le pensioni complementari ed i compensi per lavori socialmente utili.

Il bonus è riconosciuto quando l’IRPEF lorda è superiore rispetto alla detrazione per reddito di lavoro dipendente. Non spetta invece il contribuente ha un reddito complessivo (al netto della abitazione principale) nel 2014 superiore a 26.000 euro ma anche a chi ha l’Iperf azzerata per effetto della detrazione da lavoro dipendente: in c.d. incapienti. Si possono quindi considerare tre fasce di reddito (complessivo). La prima con reddito non superiore a 24.000 euro anno a cui spetta un credito fiscale (bonus) di 640 euro (80 euro per 8 mesi (maggio- dicembre). La seconda con reddito annuo superiore a euro 24.000 ma inferiore a 26.000: in questo caso spetta una quota del bonus. La terza è quella di chi va oltre i 26.000 euro e non ha alcun credito. Va precisato che il bonus non fa reddito ed è rapportato al periodo di lavoro nell’anno. Sarà il datore di lavoro a pagare il bonus nelle retribuzioni mensili.

E per i lavoratori senza sostituto d’imposta come ad esempio i lavoratori domestici (colf, badanti, ecc.)? Questi lavoratori possono richiedere il bonus tramite la dichiarazione dei redditi 2015 (quella cioè relativa ai redditi del 2014) sia tramite la compensazione con le tasse eventualmente dovute oppure chiedendone il rimborso. La possibilità di richiedere il bonus con la dichiarazione dei redditi si applica anche a chi, avendone diritto non ha potuto riceverlo, in tutto o in parte, ad esempio perché relativo a un rapporto di lavoro cessato prima del mese di maggio.