Elezioni 25 settembre 2022: Cosa c’è in gioco

Lunedì, 12 settembre 2022

Sappiamo tutti come il contesto in cui si è creata, anzi è stata creata la crisi di Governo, sia instabile e delicato. Perciò le prossime elezioni saranno particolarmente importanti, perché daranno una chiara indicazione sul futuro che i cittadini italiani vogliono dare a questo Paese.

Come Cisl siamo per questo impegnati in un’azione informativa e formativa capillare sul senso delle scelte politiche che ognuno di noi andrà a fare il 25 settembre, e sull’orizzonte strategico che il nostro Paese dovrà affrontare nel prossimo quinquennio.

Le nostre Cisl territoriali stanno confrontandosi con i candidati, per sottoporre loro le nostre analisi e le nostre priorità: la nostra “Agenda sociale” declinata sulle specificità dei territori.
Incontreremo tutti i candidati, di tutti gli schieramenti. Perché è importante avviare già da ora un dialogo che ci permetta di rappresentare i problemi del lavoro e le istanze dei pensionati veneti a chi siederà domani in Parlamento.

Ma a tutti i candidati vogliamo anche dire come sia fondamentale definire anzitutto alcune coordinate imprescindibili per dare una direzione al nostro Paese – un Paese che sembra aver perso rotta e orientamento –, e condividere una visione progettuale per il suo futuro.

Crediamo infatti che l’Italia si trovi davanti a tre grandi dilemmi strategici

Il primo è quello della sua collocazione atlantica. Oltre all’Europa, a essere sotto minaccia sono la nostra democrazia, la pace nel nostro continente, il modello europeo fatto di sviluppo economico e di welfare. E la Russia che ha attaccato militarmente l’Ucraina, sta in realtà attaccando l’Europa e l'Occidente, da molti anni, con le armi della disinformazione e del condizionamento ibrido.  Che scelte farà l’Italia? Cosa succederà dopo le elezioni?

Il secondo dilemma è quello dell’adesione al progetto europeo. Avere un’Europa più forte passa inevitabilmente per una revisione dei trattati, ma soprattutto per una cessione di sovranità da parte degli Stati nazionali verso le istituzioni europee. In questi ultimi difficili tre anni, infatti, si è reso evidente che le istituzioni comunitarie funzionano, sono piuttosto quelle intergovernative a non funzionare o ad avere tempi e modalità di decisione rischiosamente incompatibili con le necessarie tempestività di intervento. Quale posizione avrà su questo il futuro Governo italiano? E quale percorso è più vantaggioso per lavoratori e pensionati?

Il terzo dilemma è quello del modello di funzionamento dello Stato. In questi ultimi vent’anni nel nostro Paese si è assistito sempre più a una personalizzazione della politica, che vede la gestione del potere politico come rapporto diretto tra il leader e il cittadino.  Noi continuiamo a credere che i corpi intermedi, le espressioni della rappresentanza, siano interlocutori responsabili e decisivi della politica, in un’ottica fortemente partecipativa. Quale sarà la prospettiva del rapporto tra politica e rappresentanze sociali ed economiche dopo le elezioni?

Abbiamo necessità di sapere con chiarezza dai candidati a governare il Paese, quale prospettiva intendano perseguire rispetto a questi tre dilemmi, perché si tratta di scelte strategiche che orienteranno poi ogni altra scelta che il Governo futuro dovrà fare.